SportOps Manuale della piattaforma Indice

11. Convocazioni, partite e statistiche

Convocazioni

11.1 Che cosa vede la famiglia, e da quando

Se un genitore legge il giovedì chi è stato convocato e chi no, ha tre giorni per telefonare all'allenatore. La piattaforma non deve arbitrare quella discussione: deve toglierle il carburante, e il carburante è l'elenco degli altri, non la propria convocazione.

Da qui la separazione: ognuno sa sempre se è convocato e può rispondere; l'elenco della squadra è un'altra cosa e ha una regola sua. Le leve sono due, e si compongono:

Dove si impostaCosa decide
Amministrazione › Permessi, riga ConvocazioniChi: al contesto solo i propri il genitore vede la convocazione del figlio e l'atleta la propria; a squadra o tutti vedono l'elenco intero.
Amministrazione › Dati società, «L'elenco dei convocati si apre all'ora di inizio»Quando: se acceso, chi ha solo i propri vede comunque l'elenco intero a partire dal fischio d'inizio.

Le tre combinazioni utili:

La formazione non passa di qui e non è mai accessibile a genitori e atleti, in nessuna delle tre combinazioni: è lavoro del tecnico, prima e dopo.

Rispondere resta sempre possibile. Nascondere l'elenco degli altri non impedisce a nessuno di confermare la presenza o segnalare che non sarà disponibile, sulla propria convocazione.

11.2 Il messaggio, e chi lo scrive

Il messaggio dice l'orario del ritrovo prima dell'ora di inizio — è la domanda vera di un genitore, «a che ora lo porto?» — con l'indirizzo completo dell'impianto e un collegamento diretto alla pagina della convocazione.

Il ritrovo si imposta su due livelli:

Se la squadra non ha impostato niente, il messaggio semplicemente non scrive la riga del ritrovo.

A chi non è convocato arriva una comunicazione asciutta — «per questa partita non è fra i convocati» — senza niente da rispondere. Se deve venire al campo lo stesso lo decide la squadra, nel suo profilo: viene comunque · non si presenta · lo dice l'allenatore volta per volta. Finché nessuno sceglie, il messaggio non ne parla: meglio il silenzio di un'istruzione sbagliata data a un ragazzo.

I due testi si leggono e si riscrivono in Comunicazioni › I messaggi di convocazione: ci sono per esteso, con l'anteprima su dati inventati, l'indicazione di quando partono e l'elenco delle sostituzioni disponibili ({{athlete_name}}, {{meeting_time}}, {{event_place}}, {{link}} e le altre). Finché non li si riscrive vale il testo della piattaforma, e la pagina lo dice.

Chi non può essere convocato, e chi va soltanto segnalato

Sono due cose diverse, e la piattaforma le tratta in modo diverso.

Il certificato medico è l'unica cosa che pesa. È idoneità fisica, e vale in amichevole quanto in campionato — ci si fa male allo stesso modo. Chi non ha un certificato valido entra in lista già escluso, con un pallino rosso accanto al nome, la riga evidenziata e, in testa all'elenco, un riepilogo con i nomi e il motivo di ciascuno.

Non è un divieto: si può convocare comunque. Capita di avere il certificato nuovo sul tavolo e non ancora a sistema, e nessuno deve restare fermo per questo. Ma è un gesto esplicito, e resta scritto chi lo ha fatto e quando — così la segreteria si ritrova, senza doverlo chiedere in giro, l'elenco esatto dei certificati da inseguire.

Il tesseramento non ferma niente: informa. Ci sono modi legittimi di scendere in campo senza una nostra tessera — la pratica inviata e in attesa del tesserino, il prestito con nulla osta — e trattarli come irregolarità sarebbe sbagliato. Quello che l'allenatore ha diritto di sapere non è «non è tesserato», ma la conseguenza, che dipende da che partita è:

SituazioneAmichevole o partitella internaCampionato o torneo
Pratica inviata, tesserino in arrivonotada verificare prima di schierarlo
In prestito, nulla osta agli attinota — è regolarenota — è regolare
In prestito senza nulla ostaattenzionegrave
Non tesserato, documenti mancantinotagrave: in campo si perde a tavolino
Tessera scadutanotagrave

In amichevole il titolo non conta e la piattaforma non insiste. In campionato la posta è l'omologazione della partita, e la dice.

La formazione — chi parte e chi aspetta

Dalla partita, voce Formazione.

La convocazione dice chi c'è; la formazione dice come si dispone. Si lavora su due elenchi — titolari e panchina — e si sposta una persona dall'uno all'altro con un gesto solo.

A ciascuno si assegnano il numero di maglia, il ruolo e, se serve, una posizione specifica (portiere, mediano, trequartista, centravanti…). Non è pignoleria: è da questi ruoli che la pagina di gestione dell'incontro ricava lo schema e l'avviso quando manca il portiere, ed è sempre da lì che la panchina, durante la partita, propone per primi i giocatori dello stesso ruolo di chi esce.

La formazione si prepara con calma prima, e resta modificabile fino al fischio d'inizio.

Partite

La gestione dell'incontro — la pagina che si usa a bordo campo

La schermata è pensata per essere usata in piedi, con una mano sola, su telefono o tablet. Ha tre fasce:

La sostituzione si fa toccando due giocatori: prima chi esce, poi chi entra (funziona anche al contrario). Quando si seleziona chi esce, in panchina vengono proposti per primi i giocatori dello stesso ruolo, e a parità di ruolo chi ha giocato meno — così il criterio del "far giocare tutti" è sotto gli occhi nel momento in cui si decide.

Minuti, cronaca e tempi stanno in un unico foglio: su telefono si apre a schermo intero con il pulsante Minuti · Cronaca, su computer è la colonna di destra. Contiene la tabella dei minuti per tempo, l'elenco degli eventi registrati e il risultato tempo per tempo.

Genitori e atleti, e chiunque apra una partita già terminata, vedono la stessa pagina in sola lettura: nessun comando, nessun pulsante evento.

Se ci si dimentica di chiudere il tempo

Capita spesso: la partita finisce, si esce dal campo e nessuno preme Fine tempo. Il cronometro resta acceso e i minuti giocati continuano ad accumularsi — se ci si ripensa due ore dopo, il minutaggio è ormai falsato.

La piattaforma se ne accorge da sola:

La risposta è registrata sulla partita, non sul dispositivo: se la stessa partita è aperta da due persone, una dall'app e una dal computer, la domanda viene posta una volta sola e vale per tutti.

Rete di sicurezza. Se un tempo resta aperto ben oltre ogni ragionevolezza (perché nessuno ha più aperto la pagina, o il telefono si è bloccato), viene chiuso d'ufficio al minuto previsto alla prima riapertura della partita, così il minutaggio non resta gonfiato.

Le statistiche dell'atleta

Dalla lista atleti (e dalla scheda, nell'app) la voce Statistiche apre i numeri di un atleta: presenze agli allenamenti (con assenze, ritardi e giustificate, in percentuale), presenze agli eventi, convocazioni (quante, da titolare e da riserva) e i numeri delle partite — gol, ammonizioni, espulsioni e minuti giocati, questi ultimi solo se lo staff ha usato la partita dal vivo. Sono i numeri con cui lavora lo staff, e allo staff di serie sono riservati: chi altro li vede lo decide la riga Statistiche atleta dei Permessi (punto 3.2).


Le foto di partite e allenamenti

È un'opzione della società: nasce spenta, e finché è spenta nessuno — staff compreso — vede un pulsante o una galleria. Si accende da Amministrazione › Dati società, con l'interruttore Foto di partite e allenamenti, e accenderla non è un clic come gli altri: prima che l'interruttore si muova compare una finestra con questa frase, da confermare.

Attivando le foto dichiari che la società ha raccolto la liberatoria per le immagini da tutti gli atleti. La responsabilità è della società.

Non c'è una spunta atleta per atleta: la piattaforma non raccoglie la liberatoria, la presuppone, e chi conferma se ne prende la responsabilità a nome della società. Per questo sotto l'interruttore resta scritto chi l'ha acceso e quando. Chi non ha raccolto le liberatorie non accende le foto: è tutto qui.

Chi carica. Lo staff, dall'app, dal dettaglio di un allenamento o di una partita: il pulsante Foto propone scatta o dal rullino, poi chiede chi c'è nella foto (la rosa della squadra con le spunte — si può anche non indicare nessuno) e carica. Dal sito non si carica: le foto si fanno a bordo campo.

Chi vede. Le famiglie degli atleti della squadra dell'attività e lo staff della squadra. Nessun altro: la famiglia di un'altra squadra non le vede né nel dettaglio né in galleria, e non le vede nemmeno avendo il collegamento — la foto esce dal server solo a chi ha il diritto di vederla, dalla cartella della società. Chi vede, chi carica e chi cancella si regola dalla riga Foto delle attività dei Permessi (punto 3.2): di serie la famiglia vede, l'allenatore carica e cancella le proprie sulle proprie squadre, dirigenti e direttore sportivo su tutte, l'amministratore gestisce tutto.

Cosa porta ogni foto. L'attività, la squadra, la stagione, la data, il campo (quello dell'allenamento o della partita) e — se il telefono lo concede al momento dello scatto — le coordinate. La didascalia è automatica: «Under 12 – Virtus · sab 12 set 2026 · Campo Comunale»; per un allenamento al posto dell'avversario c'è Allenamento. I metadati del file (EXIF, posizione registrata dalla fotocamera) vengono tolti prima di salvarla: quello che la piattaforma sa di una foto è quello che c'è scritto sopra, non quello nascosto dentro.

Dove si trovano. Nel dettaglio dell'attività, e in Tutte le foto della squadra: la galleria per squadra, stagione per stagione, raggruppata per partita e allenamento — nell'app, dal dettaglio e dalla scheda della squadra. Dal sito, in Comunicazioni › MediaGallery (13.3), la stessa galleria per stagione e per squadra, con l'anteprima, il file intero da scaricare e la cancellazione per chi può; e in Squadre › squadra lo staff trova Scarica le foto della stagione: un archivio con tutte le foto della stagione e un file di testo con le didascalie, per l'album di fine anno o il sito della società.

La condivisione. Dalla foto a tutto schermo, il pulsante di condivisione apre il foglio del telefono (WhatsApp, Messaggi, Mail, salva nel rullino…). La copia che esce porta la didascalia impressa nell'immagine, così quando gira si sa sempre di che partita è. E resta il registro di chi ha condiviso cosa: se una foto finisce dove non doveva, la società sa da chi è uscita.

Quanto restano. Fino a fine stagione (il 30 giugno della stagione della squadra), poi la piattaforma le toglie da sola. La società può prorogare di qualche mese dai Dati società (Le foto si conservano oltre la fine della stagione per… mesi) — per esempio per chiudere l'album — e la proroga vale per le foto caricate da quel momento.

La liberatoria ritirata. Se una famiglia ritira il consenso alle immagini, nella scheda dell'atleta (la modale di modifica, in Atleti) c'è l'interruttore Liberatoria immagini ritirata: si salva al tocco, e da quel momento spariscono dalla galleria di tutti le foto in cui l'atleta è indicato fra i ritratti, e quelle delle sue attività in cui nessun atleta è stato indicato — perché di quelle non si può dire che non ci sia. Le foto in cui sono indicati altri e non lui restano: è il motivo per cui indicare chi c'è nella foto, al caricamento, non è una formalità.

Cosa resta scritto. Chi ha caricato, chi ha cancellato (una foto cancellata sparisce ma la riga resta, con nome e data), chi ha condiviso, chi ha acceso l'opzione. Tutto ciò che riguarda l'immagine di un minore lascia una traccia.

Cosa le foto non sono. Non sono la foto profilo dell'atleta (quella sta nell'anagrafica ed è un'altra cosa) e non sono un social: non ci sono commenti, «mi piace», né una bacheca di immagini aperta a tutta la società. Sono le foto di quella partita, per quella squadra.

Le foto proposte dalle famiglie, e la segnalazione

Se la società dà alla famiglia il permesso di caricare (riga Foto › Crea), quello che arriva non si vede subito: resta a chi l'ha caricata e a chi deve controllarlo. Il riquadro Da controllare compare in Comunicazioni › MediaGallery a chi ha la riga Foto › Modifica: si guarda l'immagine, si vede chi è indicato, e si sceglie Pubblica o Respingi — con un motivo, che arriva per email a chi aveva caricato (una respinta senza spiegazione è il modo più veloce per far smettere di proporre). Le foto dello staff non passano di qui: è la società che carica, e ne risponde.

Su ogni foto c'è Segnala: cinque motivi in parole semplici — c'è un ragazzo che non dovrebbe esserci, si leggono dati personali, immagine inopportuna, contenuto grave, altro. La segnalazione arriva ad amministratore e segreteria e resta agli atti. Quella grave (contenuto sessuale, violento, o che mette in pericolo un minore) toglie la foto dalla galleria subito, prima che qualcuno la guardi, e avvisa anche chi gestisce la piattaforma. Chi controlla le foto vede le segnalazioni aperte accanto alla coda e le chiude scrivendo cosa ha fatto.

Le squadre avversarie

Stagione → Squadre avversarie.

L'anagrafica di chi si incontra: si registra una volta la squadra avversaria, con la sua categoria, e da lì in poi la si sceglie quando si crea una partita invece di riscriverne il nome ogni volta.

Serve a una cosa concreta: che «Polisportiva San Giorgio» e «Pol. S. Giorgio» non risultino due avversari diversi, e che gli scontri diretti di una stagione si possano leggere insieme.